PERSONALE DIRIGENTE DELL'ENAC
Contratto collettivo nazionale di lavoro
Quadriennio normativo 1998-2001, biennio economico 1998-1999
TITOLO I DISPOSIZIONI GENERALI 3
Art. 1 Campo di applicazione, durata, decorrenza del presente contratto
3
TITOLO II RELAZIONI SINDACALI 5
Capo I Disposizioni Generali 5
Art. 2 Obiettivi e strumenti 5
Art. 3 Contrattazione collettiva integrativa 6
Art. 4 Tempi e procedure per la stipulazione o il rinnovo del contratto
collettivo integrativo 7
Art. 5 Informazione 8
Art. 6 Concertazione 8
Art. 7 Consultazione 9
Art. 8 Altre forme di partecipazione 9
Art. 9 Interpretazione autentica dei contratti 10
Capo II I soggetti sindacali 11
Art. 10 Soggetti sindacali nei luoghi di lavoro 11
Art. 11 Composizione delle delegazioni 11
Art. 12 Pari opportunità 12
TITOLO III IL RAPPORTO DI LAVORO 14
Capo I Svolgimento del rapporto 14
Art. 13 Impegno di lavoro 14
Art. 14 Congedi parentali 14
Art. 15 Congedi per motivi di famiglia e di studio 16
Art. 16 Congedi per la formazione 16
Art. 17 Aspettativa per dottorato di ricerca o borsa di studio 17
Art. 18 Assenza per malattia 17
Art. 19 Infortuni sul lavoro e malattie dovute a causa di servizio 18
Art. 20 La formazione dei dirigenti 19
Capo II Incarichi dirigenziali e valutazione 21
Art. 21 Conferimento incarichi dirigenziali 21
Art. 22 Incarichi aggiuntivi 22
Art. 23 Verifica e valutazione dei risultati dei dirigenti 23
Art. 24 Comitato dei Garanti 24
Art. 25 Mobilità 25
Capo III Estinzione del rapporto 26
Art. 26 Risoluzione consensuale del rapporto di lavoro 26
Art. 27 Conciliazione e arbitrato 27
Art. 28 Integrazione della disciplina su responsabilità civile e
patrocinio legale 28
TITOLO IV TRATTAMENTO ECONOMICO 29
Art. 29 Struttura della retribuzione 29
Art. 30 Incrementi tabellari 30
Art. 31 Effetti dei nuovi trattamenti economici 30
Art. 32 Incremento della retribuzione di posizione in godimento 31
Art. 33 Retribuzione di posizione dei dirigenti 31
Art. 34 Retribuzione di risultato dei dirigenti 32
Art. 35 Personale dirigente in distacco sindacale 33
Art. 36 Trattamento di trasferta 33
Art. 37 Previdenza complementare 34
TITOLO V DISPOSIZIONI FINALI 35
Art. 38 Conferma discipline precedenti e disapplicazioni 35
TITOLO I
DISPOSIZIONI GENERALI
Art. 1
Campo di applicazione, durata, decorrenza del presente contratto
1. Il presente contratto collettivo nazionale di lavoro, stipulato ai
sensi dell'art. 70, comma 4 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.
165 si applica a tutti i dirigenti con rapporto di lavoro a tempo
indeterminato dell'Ente Nazionale per l'Aviazione Civile (d'ora in
avanti: "ENAC").
2. Il presente contratto concerne il periodo 1 gennaio 1998 - 31
dicembre 2001 per la parte normativa ed il periodo 1 gennaio 1998 - 31
dicembre 1999 per la parte economica.
3. Gli effetti giuridici decorrono dalla data di stipulazione, salvo
diverse decorrenze previste dal presente contratto. La stipulazione si
intende avvenuta al momento della sottoscrizione del contratto da parte
dei soggetti negoziali a seguito del perfezionamento delle procedure di
cui agli artt. 47 e 48 del D. Lgs. n. 165/2001.
4. Gli istituti a contenuto economico e normativo con carattere
vincolato ed automatico sono applicati dall'ENAC entro 30 giorni dalla
data di stipulazione ai sensi del comma 5.
5. Il presente contratto, alla scadenza, si rinnova tacitamente di anno
in anno qualora non ne sia data disdetta da una delle parti con lettera
raccomandata, almeno tre mesi prima di ogni singola scadenza. In caso di
disdetta, le disposizioni contrattuali rimangono in vigore fino a quando
non siano sostituite dal successivo contratto collettivo. Limitatamente
al presente CCNL, le parti convengono che il termine per la disdetta sia
stabilito in tre mesi dalla sottoscrizione del CCNL.
6. Per evitare periodi di vacanza contrattuale, le piattaforme sono
presentate con un anticipo di almeno tre mesi rispetto alla data di
scadenza del contratto. Durante tale periodo e per il mese successivo
alla scadenza del contratto, le parti negoziali non assumono iniziative
unilaterali né danno luogo ad azioni conflittuali. Limitatamente al
presente CCNL, le parti convengono che il termine per la presentazione
delle piattaforme sia stabilito in due mesi dalla sottoscrizione del
CCNL.
7. Dopo un periodo di vacanza contrattuale pari a tre mesi dalla data di
scadenza della parte economica del presente contratto, o a tre mesi
dalla data di presentazione della piattaforma, se successiva, ai
dirigenti di cui al presente contratto sarà corrisposta la relativa
indennità, secondo le scadenze previste dall'accordo sul costo del
lavoro del 23 luglio 1993. Per l'erogazione di detta indennità l'ARAN
stipula apposito accordo ai sensi degli artt. 47 e 48 del D. Lgs. n.
165/2001.
TITOLO II
RELAZIONI SINDACALI
Capo I
Disposizioni Generali
Art. 2
Obiettivi e strumenti
1. Il sistema delle relazioni sindacali, nel rispetto dei distinti ruoli
e responsabilità delle parti, è definito in modo coerente con
l'obiettivo di contemperare l'esigenza di incrementare l'efficienza,
l'efficacia, la tempestività e l'economicità dei servizi erogati alla
collettività con quella di valorizzare la centralità della funzione
dirigenziale nella gestione dei processi di innovazione in atto e nel
governo dell'ente, assecondando l'interesse al miglioramento delle
condizioni di lavoro ed alla crescita professionale dei dirigenti sia di
prima che di seconda fascia.
2. La condivisione dell'obiettivo predetto comporta la necessità di un
sistema di relazioni sindacali stabile, che tenga conto del ruolo
attribuito a ciascun dirigente in base alle leggi e ai contratti
collettivi e individuali, nonché della peculiarità delle funzioni
dirigenziali, improntato alla correttezza dei comportamenti delle parti
ed orientato alla prevenzione dei conflitti oltre che in grado di
favorire la piena collaborazione della dirigenza al perseguimento delle
finalità individuate dalle leggi, dai contratti collettivi e dai
protocolli tra Governo e parti sociali.
3. Il sistema di relazioni sindacali si articola nei seguenti modelli
relazionali:
a) contrattazione collettiva a livello nazionale;
b) contrattazione collettiva integrativa, che si svolge a livello di
ente sulle materie e con le modalità indicate dal presente contratto;
c) concertazione, consultazione ed informazione, nonché gli istituti
della partecipazione;
d) interpretazione autentica dei contratti collettivi.
Art. 3
Contrattazione collettiva integrativa
1. La contrattazione integrativa si svolge sulle seguenti materie:
A) individuazione delle posizioni dirigenziali i cui titolari devono
assicurare le prestazioni indispensabili secondo le previsioni di cui
all'art. 2 della legge 146 del 1990 e successive modifiche ed
integrazioni;
B) criteri generali per:
a) la verifica della sussistenza delle condizioni per l'acquisizione delle
risorse finanziarie da destinare all'ulteriore potenziamento del fondo per
la retribuzione di posizione e di risultato;
b) le modalità di determinazione dei valori retributivi collegati ai
risultati e al raggiungimento degli obiettivi assegnati e alla
realizzazione di specifici progetti;
c) l'attuazione della disciplina concernente la retribuzione direttamente
collegata ai risultati e alla realizzazione di specifici progetti;
C) pari opportunità, con le procedure indicate dall'art. 7, anche per le
finalità della legge 10 aprile 1991, n. 125 e quelle di cui all'art. 12;
D) implicazioni derivanti dagli effetti delle innovazioni organizzative,
tecnologiche e dei processi di esternalizzazione, riqualificazione e
riconversione dei servizi sulla qualità del lavoro, sulla
professionalità e mobilità dei dirigenti;
E) linee generali per la realizzazione di programmi di formazione e
aggiornamento.
2. Fermi restando i principi dell'autonomia negoziale e quelli di
comportamento indicati dall'art. 2, comma 1, decorsi trenta giorni
dall'inizio delle trattative, le parti riassumono, nelle materie indicate
nella lettera D) del comma 1, le rispettive prerogative e libertà di
iniziativa e decisione.
3. I contratti collettivi integrativi non possono essere in contrasto con
i vincoli risultanti dai contratti collettivi nazionali o comportare oneri
non previsti negli strumenti di programmazione annuale e pluriennale del
bilancio dell'ente. Le clausole difformi sono nulle e non possono essere
applicate.
Art. 4
Tempi e procedure per la stipulazione o il rinnovo del contratto
collettivo integrativo
1. I contratti collettivi integrativi hanno durata quadriennale e si
riferiscono a tutti gli istituti contrattuali rimessi a tale livello, da
trattarsi in un'unica sessione negoziale. Sono fatte salve le materie
previste dal presente CCNL che, per loro natura, richiedano tempi diversi
o verifiche periodiche.
2. l'ENAC provvede a costituire la delegazione di parte pubblica abilitata
alle trattative di cui al comma 1 entro trenta giorni da quello successivo
alla data di stipulazione del presente contratto ed a convocare la
delegazione sindacale di cui all'art. 11 per l'avvio del negoziato, entro
trenta giorni dalla presentazione delle piattaforme.
3. Il controllo sulla compatibilità dei costi della contrattazione
integrativa con i vincoli di bilancio è effettuato dall'organo preposto
al controllo interno secondo le vigenti disposizioni. A tal fine l'ipotesi
di contratto collettivo integrativo definita dalla delegazione trattante
è inviata all'organo di controllo entro 5 giorni, corredata dall'apposita
relazione tecnico finanziaria illustrativa. Trascorsi 15 giorni senza
rilievi, il contratto collettivo integrativo viene sottoscritto. Per la
parte pubblica la sottoscrizione è demandata al presidente della
delegazione trattante. In caso di rilievi da parte del predetto organo di
controllo, la trattativa deve essere ripresa entro cinque giorni.
4. I contratti collettivi integrativi devono contenere apposite clausole
circa tempi, modalità e procedure di verifica della loro attuazione. Essi
conservano la loro efficacia fino alla stipulazione dei successivi
contratti collettivi integrativi, a meno di modifiche introdotte dal
successivo CCNL e fatto salvo quanto previsto al comma 1, secondo periodo.
5. L'ENAC trasmette all'ARAN, entro cinque giorni dalla sottoscrizione, il
testo contrattuale con la specificazione delle modalità di copertura dei
relativi oneri con riferimento agli strumenti annuali e pluriennali di
bilancio.
Art. 5
Informazione
1. L'ENAC allo scopo di rendere trasparente e costruttivo il confronto tra
le parti a tutti i livelli delle relazioni sindacali, informa
periodicamente e tempestivamente i soggetti sindacali di cui all'art. 11
sugli atti organizzativi di valenza generale, anche di carattere
finanziario, concernenti il rapporto di lavoro dei dirigenti
l'organizzazione degli uffici, la gestione complessiva delle risorse umane
e la costituzione del fondo previsto dal presente contratto.
2. Nelle materie per le quali il presente CCNL prevede la contrattazione
collettiva integrativa o la concertazione e la consultazione,
l'informazione è preventiva. Il contratto integrativo individua le altre
materie in cui l'informazione deve essere preventiva o successiva.
3. Ai fini di una più compiuta informazione, le parti, su richiesta, si
incontrano comunque con cadenza almeno annuale ed, in ogni caso, in
presenza di iniziative concernenti le linee di organizzazione degli uffici
e dei servizi ovvero per l'innovazione tecnologica nonché per eventuali
processi di dismissione, esternalizzazione e trasformazione degli stessi.
4. L'informazione è data, in particolare, sui criteri generali inerenti
le seguenti materie:
a) sistemi di valutazione dell'attività dei dirigenti;
b) articolazione delle posizioni organizzative, delle funzioni e delle
connesse responsabilità ai fini della retribuzione di posizione dei
dirigenti, secondo la disciplina di cui all'art. 33;
c) tutela in materia di igiene, ambiente, sicurezza e prevenzione nei
luoghi di lavoro;
d) condizioni, requisiti e limiti per il ricorso alla risoluzione
consensuale.
Art. 6
Concertazione
1. La concertazione è attivata sui criteri generali relativamente alle
seguenti materie:
a) sistemi di valutazione dell'attività dei dirigenti;
b) articolazione delle posizioni organizzative, delle funzioni e delle
connesse responsabilità ai fini della retribuzione di posizione dei
dirigenti;
c) tutela in materia di igiene, ambiente, sicurezza e prevenzione nei
luoghi di lavoro;
d) condizioni, requisiti e limiti per il ricorso alla risoluzione
consensuale.
2. La richiesta di concertazione deve essere formulata con atto scritto
entro cinque giorni dal ricevimento dell'informazione di cui all'articolo
precedente, da parte dei soggetti sindacali di cui all'art. 11.
3. La concertazione si svolge in appositi incontri che iniziano entro il
quarto giorno dalla richiesta; durante la concertazione le parti si
adeguano, nei loro comportamenti, ai principi di responsabilità,
correttezza, buona fede e trasparenza.
4. La concertazione si conclude nel termine massimo di quindici giorni
dalla relativa richiesta. Dell'esito della stessa è redatto specifico
verbale dal quale risultino le posizioni delle parti e gli eventuali
impegni assunti. Decorso infruttuosamente tale termine, le parti
riassumono le rispettive prerogative e libertà di iniziativa e decisione.
Art. 7
Consultazione
1. La consultazione dei soggetti sindacali di cui all'art. 11, prima
dell'adozione degli atti interni di organizzazione aventi riflessi sul
rapporto di lavoro è facoltativa. Essa si svolge, obbligatoriamente, su:
a) organizzazione e disciplina di strutture ed uffici, nonché la
consistenza e la variazione delle dotazioni organiche;
b) casi di cui all'art. 19 del D. Lgs. n.. 19 settembre 1994, n. 626.
Art. 8
Altre forme di partecipazione
1. Allo scopo di assicurare una migliore partecipazione dei dirigenti alle
attività dell'ENAC, è prevista la possibilità di costituire a
richiesta, e senza oneri aggiuntivi per l'ente, commissioni bilaterali
ovvero osservatori per l'approfondimento di specifiche problematiche, in
particolare concernenti l'organizzazione del lavoro in relazione ai
processi di riorganizzazione dell'ENAC stesso nonché l'ambiente, l'igiene
e sicurezza del lavoro e le attività di formazione. Tali organismi, ivi
compreso il Comitato per le pari opportunità per quanto di sua
competenza, hanno il compito di raccogliere dati relativi alle predette
materie - che l'ente è tenuto a fornire - e di formulare proposte in
ordine ai medesimi temi. La composizione dei citati organismi, che non
hanno funzioni negoziali, è di norma paritetica e deve comprendere una
adeguata rappresentanza femminile.
Art. 9
Interpretazione autentica dei contratti
1. In attuazione dell'art. 49 del D. Lgs. n. 165/2001, quando insorgano
controversie sull'interpretazione del contratto collettivo nazionale,
integrativo e decentrato, le parti che li hanno sottoscritti si
incontrano, entro 30 giorni dalla richiesta, per definire consensualmente
il significato della clausola controversa. La procedura deve concludersi
entro 30 giorni dalla data del primo incontro.
2. Al fine di cui al comma 1 la parte interessata invia all'altra apposita
richiesta scritta con lettera raccomandata. La richiesta deve contenere
una sintetica descrizione dei fatti e degli elementi di diritto sui quali
si basa; essa deve comunque far riferimento a problemi interpretativi ed
applicativi di rilevanza generale.
3. L'eventuale accordo sostituisce la clausola controversa sin dall'inizio
della vigenza del contratto collettivo nazionale, integrativo e
decentrato.
Capo II
I soggetti sindacali
Art. 10
Soggetti sindacali nei luoghi di lavoro
1. I soggetti sindacali nei luoghi di lavoro sono le rappresentanze
sindacali aziendali costituite espressamente per l'area della dirigenza
dalle organizzazioni sindacali ammesse alle trattative per la
sottoscrizione del presente CCNL ai sensi dell'art. 43 del D. Lgs. n.
165/2001.
2. La disciplina del comma 1 ha carattere transitorio e trova applicazione
fino alla costituzione delle specifiche rappresentanze dei dirigenti ai
sensi dell'art. 42, comma 9, del D. Lgs. n. 165/2001.
Art. 11
Composizione delle delegazioni
1. Ai fini della contrattazione collettiva integrativa la delegazione di
parte pubblica è composta dal titolare del potere di rappresentanza o da
un suo delegato, nonché dai dirigenti espressamente nominati dall'ENAC.
2. Per le organizzazioni sindacali, fino alla costituzione delle
specifiche rappresentanze di cui all'art. 10, comma 2, la delegazione è
composta:
a. dalle rappresentanze sindacali aziendali espressamente costituite, per
l'Area della dirigenza, dalle organizzazioni sindacali ammesse alle
trattative per la sottoscrizione del presente CCNL;
b. dai rappresentanti delle organizzazioni sindacali di categoria
firmatarie del presente CCNL.
3. Il dirigente che sia componente di una delle rappresentanze sindacali
di cui al comma 2 non può essere soggetto di relazioni sindacali in nome
dell'ente per l'area della dirigenza.
Art. 12
Pari opportunità
1. Al fine di consentire una reale parità uomini-donne, è istituito il
Comitato per le pari opportunità con il compito di proporre misure adatte
a creare effettive condizioni di pari opportunità, secondo i principi
definiti dalla legge 10 aprile 1991, n. 125, con particolare riferimento
all'art. 1.
Il Comitato è costituito da un componente designato da ognuna delle
organizzazioni sindacali firmatarie del presente CCNL, nonché da un pari
numero di rappresentanti dell'ENAC. Il presidente del Comitato è nominato
dall'ENAC. Per ogni componente effettivo è previsto un componente
supplente.
2. Il Comitato svolge i seguenti compiti:
a) raccolta dei dati relativi alle materie di propria competenza, che
l'amministrazione è tenuta a fornire;
b) formulazione di proposte in ordine ai medesimi temi anche ai fini della
contrattazione integrativa;
c) promozione di iniziative volte ad attuare le direttive comunitarie per
l'affermazione sul lavoro della pari dignità delle persone nonché a
realizzare azioni positive, ai sensi della legge n. 125/1991;
d) analisi dei percorsi di carriera nella dirigenza di prima e di seconda
fascia nella pubblica amministrazione.
3. Nell'ambito dei vari livelli di relazioni sindacali devono essere
sentite le proposte formulate dal Comitato pari opportunità, per ciascuna
delle materie sottoindicate, al fine di prevedere misure che favoriscano
effettive pari opportunità nelle condizioni di lavoro e di sviluppo
professionale delle lavoratrici:
a) percorsi di formazione mirata dei dirigenti sulla cultura delle pari
opportunità in campo formativo ed alle politiche di riforma con
particolare riguardo allo sviluppo della cultura di genere nella Pubblica
Amministrazione;
b) azioni positive, con particolare riferimento alle condizioni di accesso
al corsi di formazione e aggiornamento e all'attribuzione d'incarichi o
funzioni più qualificate;
c) iniziative volte a prevenire o reprimere molestie sessuali nonché
pratiche discriminatorie in generale;
d) flessibilità degli orari di lavoro;
e) fruizione del part-time;
f) processi di mobilità.
4. L'ENAC assicura l'operatività del Comitato e garantisce tutti gli
strumenti idonei e le risorse necessarie al suo funzionamento in
applicazione dell'art. 57 del D. Lgs. n. 165/2001. In particolare,
valorizza e pubblicizza con ogni mezzo, nell'ambito lavorativo, i
risultati del lavoro svolto dallo stesso. Il Comitato è tenuto a svolgere
una relazione annuale sulle condizioni delle donne dirigenti, di cui deve
essere data la massima pubblicizzazione.
5. Il Comitato per le pari opportunità rimane in carica per la durata di
un quadriennio e comunque fino alla costituzione del nuovo. I componenti
del Comitato possono essere rinnovati nell'incarico per un solo mandato.
6. In sede di contrattazione integrativa, le parti coinvolte nella
istituzione dei comitati pari opportunità possono convenire la
costituzione di un unico Comitato pari opportunità che operi sia nei
confronti dell'area dirigenziale sia nei confronti del restante personale,
in considerazione della sostanziale unitarietà della sua azione. Nella
stessa sede, viene regolata la partecipazione della componente
dirigenziale e non dirigenziale all'interno dell'unico comitato.
TITOLO III
IL RAPPORTO DI LAVORO
Capo I
Svolgimento del rapporto
Art. 13
Impegno di lavoro
1. Nell'ambito dell'assetto organizzativo dell'ENAC, il dirigente
organizza la propria presenza in servizio ed il proprio tempo di lavoro
correlandoli in modo flessibile alle esigenze della struttura cui è
preposto ed all'espletamento dell'incarico affidato alla sua
responsabilità, in relazione agli obiettivi e programmi da realizzare.
2. Qualora, in relazione ad esigenze eccezionali, si determini una
interruzione od una riduzione del riposo fisiologico giornaliero o
settimanale o comunque derivante da giorni di festività, al dirigente
deve essere comunque garantito, una volta cessate tali esigenze
eccezionali, un adeguato recupero del tempo di riposo fisiologico
sacrificato alle necessità del servizio.
Art. 14
Congedi parentali
1. Ai dirigenti si applicano le vigenti disposizioni in materia di tutela
della maternità contenute nel D. Lgs. n. 151/2001 (T.U. di cui all'art.
15 della legge n. 53/2000) che riunisce e coordina le disposizioni
previste dalla legge n.1204/1971, come modificata ed integrata dalle leggi
n.903/1977 e n.53/2000.
2. Alle lavoratrici madri in astensione obbligatoria dal lavoro ai sensi
dell'art. 16 e 17 del D. Lgs. n. 151/2001 anche nell'ipotesi di cui
all'art. 28 del D. Lgs. n. 151/2001 spetta l'intera retribuzione compresa
la retribuzione di posizione fissa e variabile.
3. In caso di parto prematuro, alle lavoratrici spettano comunque i mesi
di astensione obbligatoria. Qualora il figlio nato prematuro abbia
necessità di un periodo di degenza presso una struttura ospedaliera
pubblica o privata, la madre ha la facoltà di richiedere che il restante
periodo di congedo obbligatorio post-parto ed il restante periodo
ante-parto non fruito, possano decorrere in tutto o in parte dalla data di
effettivo rientro a casa del figlio; la richiesta viene accolta qualora
sia avallata da idonea certificazione medica dalla quale risulti che le
condizioni di salute della lavoratrice consentono il rientro al lavoro.
Alla lavoratrice rientrata al lavoro spettano in ogni caso i periodi di
riposo di cui all'art. 39 del D. Lgs. n. 151/2001.
4. Nell'ambito del periodo di astensione dal lavoro previsto dall'art. 32,
comma 1, lett. a) del D. Lgs. n. 151/2001, per le lavoratrici madri o, in
alternativa, per i lavoratori padri, i primi trenta giorni di assenza
fruibili anche in modo frazionato, non riducono le ferie, sono valutati ai
fini dell'anzianità di servizio e sono retribuiti secondo la disciplina
del comma 2.
5. Successivamente al periodo di astensione di cui al comma 2 e sino al
compimento del terzo anno di vita del bambino, nei casi previsti dall'art.
47 del D. Lgs. n. 151/2001 alle lavoratrici madri ed ai lavoratori padri
sono riconosciuti trenta giorni per ciascun anno, computati
complessivamente per entrambi i genitori, di assenza retribuita secondo le
modalità indicate nello stesso comma 2.
6. I periodi di assenza di cui ai precedenti commi 4 e 5, nel caso di
fruizione continuativa, comprendono anche gli eventuali giorni festivi che
ricadano all'interno degli stessi. Tale modalità di computo trova
applicazione anche nel caso di fruizione frazionata, ove i diversi periodi
di assenza non siano intervallati dal ritorno al lavoro del lavoratore o
della lavoratrice.
7. Ai fini della fruizione, anche frazionata, dei periodi di astensione
dal lavoro, di cui all'art. 32, comma 1, del D. Lgs. n. 151/2001, la
lavoratrice madre o il lavoratore padre presentano la relativa domanda,
con la indicazione della durata, all'ufficio di appartenenza di norma
quindici giorni prima della data di decorrenza del periodo di astensione.
La domanda può essere inviata anche a mezzo di raccomandata con avviso di
ricevimento purché sia assicurato comunque il rispetto del termine minimo
di quindici giorni. Tale disciplina trova applicazione anche nel caso di
proroga dell'originario periodo di astensione.
8. In presenza di particolari e comprovate situazioni personali che
rendano impossibile il rispetto della disciplina di cui al precedente
comma 7, la domanda può essere presentata entro le ventiquattro ore
precedenti l'inizio del periodo di astensione dal lavoro.
9. In caso di parto plurimo, i periodi di riposo di cui all'art. 39 del D.
Lgs. n. 151/2001 sono raddoppiati e le ore aggiuntive rispetto a quelle
previste dal comma 1 dello stesso art. 39 possono essere utilizzate anche
dal padre.
Art. 15
Congedi per motivi di famiglia e di studio
1. Il dirigente può chiedere, per documentati e gravi motivi familiari,
un periodo di congedo continuativo o frazionato, non superiore a due anni,
in conformità a quanto disposto dall'articolo 4, commi 2 e 4, della legge
n. 53/2000.
2. I periodi di congedo di cui al comma 1 non si cumulano con le assenze
per malattia previste dagli articoli 20 e 21 del CCNL RAI del personale
dirigente stipulato il 14/7/1997.
Art. 16
Congedi per la formazione
1. I congedi per la formazione dei dirigenti, disciplinati dall'art. 5
della legge n. 53/2000, sono concessi salvo comprovate esigenze di
servizio.
2. Ai dirigenti, con anzianità di servizio di almeno cinque anni presso
l'ENAC possono essere concessi a richiesta congedi per la formazione nella
misura percentuale complessiva del 10% del personale con qualifica
dirigenziale in servizio con rapporto di lavoro a tempo indeterminato; il
numero complessivo dei congedi viene verificato annualmente sulla base
della consistenza del personale al 31 dicembre di ciascun anno. La
contrattazione integrativa definisce i criteri per la relativa
utilizzazione.
3. Per la concessione dei congedi di cui al comma 1, i dirigenti
interessati ed in possesso della prescritta anzianità, devono presentare
all'ENAC una specifica domanda, contenente l'indicazione dell'attività
formativa che intendono svolgere, della data di inizio e della durata
prevista della stessa. Tale domanda deve essere presentata almeno 30
giorni prima dell'inizio delle attività formative.
4. Le domande vengono accolte in ordine progressivo di presentazione, nei
limiti di cui al comma 2, e secondo la disciplina dei commi 5 e 6.
5. Al fine di contemperare le esigenze organizzative degli uffici con
l'interesse formativo del dirigente, qualora la concessione del congedo
possa determinare un grave pregiudizio alla funzionalità del servizio, l'ENAC
può differire la fruizione del congedo stesso fino ad un massimo di sei
mesi. Su richiesta del dirigente tale periodo può essere più ampio per
consentire la utile partecipazione al corso.
6. Al dirigente durante il periodo di congedo si applica l'art. 5, comma
3, della legge n.53/2000. Nel caso di infermità previsto dallo stesso
articolo 5, comma 3, relativamente al periodo di comporto, alla
determinazione del trattamento economico, alle modalità di comunicazione
all'ENAC ed ai controlli si applicano le disposizioni contenute nell'art.
20 del CCNL RAI del personale dirigente stipulato il 14/7/1997 e, ove si
tratti di malattie o infortuni dovuti a causa di servizio, nell'art 21
dello stesso CCNL.
7. Il dirigente che abbia dovuto interrompere il congedo formativo ai
sensi dei commi 5 e 6 può rinnovare la domanda per un successivo ciclo
formativo con diritto di priorità.
Art. 17
Aspettativa per dottorato di ricerca o borsa di studio
1. ll dirigente ammesso ai corsi di dottorato di ricerca, ai sensi della
legge 13 agosto 1984, n. 476 oppure che usufruisca delle borse di studio
di cui alla legge 30 novembre 1989, n. 398 è collocato, a domanda, in
aspettativa per motivi di studio senza assegni per tutto il periodo di
durata del corso o della borsa di studio.
Art. 18
Assenza per malattia
1. L'art. 20 del CCNL RAI del personale dirigente stipulato il 14/7/1997
del personale dirigente è integrato con l'aggiunta del seguente comma:
"10 bis. In caso di patologie gravi che richiedano terapie salvavita
ed altre assimilabili come ad esempio l'emodialisi, la chemioterapia, il
trattamento riabilitativo per soggetti affetti da AIDS, ai fini del
presente articolo, sono esclusi dal computo dei giorni di assenza per
malattia i relativi giorni di ricovero ospedaliero o di day - hospital ed
i giorni di assenza dovuti alle citate terapie, debitamente certificati
dalla competente Azienda sanitaria locale o struttura convenzionata. In
tali giornate il dipendente ha diritto in ogni caso all'intera
retribuzione ivi compresa la retribuzione di posizione fissa e
variabile."
2. Il comma 6 dell'art. 20 del CCNL RAI del personale dirigente stipulato
il 14/7/1997 del personale dirigente è sostituito come segue:
"6. Il trattamento economico spettante al dirigente che si assenti
per malattia è il seguente:
a) intera retribuzione mensile di cui all'art. 29, comma 1 lettere a), b),
c), d) ed e) del CCNL dirigenza ENAC relativo al quadriennio normativo
1998-2001 per i primi nove mesi di assenza;
b) 90% della retribuzione di cui alla lettera a) per i successivi tre mesi
di assenza;
c) 50% della retribuzione di cui alla lettera a) per gli ulteriori sei
mesi del periodo di conservazione del posto previsto nel comma 1."
Art. 19
Infortuni sul lavoro e malattie dovute a causa di servizio
1. Il comma 1 dell'art. 21 del CCNL RAI del personale dirigente stipulato
il 14/7/1997 è sostituito come segue:
"1. In caso di assenza per invalidità temporanea causata da
infortunio avvenuto in occasione di lavoro ovvero da malattia riconosciuta
dipendente da causa di servizio, il dirigente ha diritto alla
conservazione del posto fino alla guarigione clinica e comunque non oltre
il periodo previsto dall'articolo 20, commi 1 e 2. In tale periodo, al
dirigente spetta l'intera retribuzione di cui all'art. 29, comma 1 lettere
a), b), c), d) ed e) del CCNL dirigenza ENAC relativo al quadriennio
normativo 1998-2001".
Art. 20
La formazione dei dirigenti
1. Nell'ambito dei processi di riforma della Pubblica Amministrazione
verso obiettivi di modernizzazione e di efficienza/efficacia al servizio
dei cittadini, la formazione costituisce un fattore decisivo di successo e
una leva strategica fondamentale per gli apparati pubblici. Con
riferimento alla risorsa dirigenziale, tale carattere diviene più
pregnante per la criticità del ruolo della dirigenza nella realizzazione
degli obiettivi predetti.
2. In relazione alle premesse enunciate al comma 1, la formazione e
l'aggiornamento professionale dei dirigente sono assunti dall'ENAC come
metodo permanente teso ad assicurare il costante adeguamento delle
competenze manageriali allo sviluppo del contesto culturale, tecnologico e
organizzativo di riferimento e a favorire il consolidarsi di una cultura
di gestione orientata al risultato e all'innovazione.
3. Gli interventi formativi, secondo le singole finalità, hanno sia
contenuti di formazione al ruolo, per sostenere processi di mobilità o di
ordinaria rotazione, sia contenuti di formazione allo sviluppo, per
sostenere processi di inserimento in funzioni di maggiore criticità
ovvero emergenti nell'evoluzione dei processi di trasformazione.
4. L'aggiornamento e la formazione continua costituiscono l'elemento
caratterizzante l'identità professionale del dirigente, da consolidare in
una prospettiva aperta anche alla dimensione ed alle esperienze europee ed
internazionali. Entro tale quadro di riferimento culturale e
professionale, gli interventi formativi hanno, in particolare, l'obiettivo
di curare e sviluppare il patrimonio cognitivo necessario a ciascun
dirigente, in relazione alle responsabilità attribuitegli, per l'ottimale
utilizzo dei sistemi di gestione delle risorse umane, finanziarie,
tecniche e di controllo, al fine di accrescere l'efficienza/efficacia
della struttura e di migliorare la qualità dei servizi resi.
5. L'ENAC, secondo le previsioni di bilancio e le specifiche esigenze di
autonomia e di flessibilità organizzativa ed operativa, definisce
annualmente la quota delle risorse da destinare ai programmi di
aggiornamento e di formazione dei dirigenti, in misura comunque non
inferiore all'1% della spesa complessiva del personale dirigenziale,
tenendo conto delle direttive governative in materia di formazione, delle
finalità e delle politiche che le sottendono, nonché delle eventuali
risorse aggiuntive dedicate alla formazione stessa in attuazione del Patto
sociale per lo sviluppo e l'occupazione del 22-12-1998.
6. Le politiche formative della dirigenza sono definite dall'ENAC in
conformità alle proprie linee strategiche e di sviluppo. Le iniziative
formative sono realizzate, singolarmente o d'intesa con altri enti, anche
in collaborazione con università, soggetti pubblici (quali la Scuola
Superiore della Pubblica Amministrazione, la Scuola centrale tributaria
ecc.) o società private specializzate nel settore. Le attività formative
devono tendere, in particolare, a rafforzare la sensibilità innovativa
dei dirigenti e la loro attitudine a gestire iniziative di miglioramento,
volte a caratterizzare le strutture pubbliche in termini di dinamismo e
competitività.
7. Nella gestione delle attività formative, l'ENAC si attiene agli
indirizzi sulle politiche di formazione del personale contenute nella
Direttiva del Ministro della Funzione pubblica sulla formazione e la
valorizzazione del personale delle pubbliche amministrazioni del
13/12/2001, curando in particolare l'attuazione dei principi guida per la
qualità della formazione nelle diverse fasi in cui si articola il
processo formativo.
8. La partecipazione alle iniziative di formazione, inserite in appositi
percorsi formativi, anche individuali, viene concordata dall'ENAC con i
dirigenti interessati ed è considerata servizio utile a tutti gli
effetti.
9. Il dirigente può, inoltre, partecipare, senza oneri per l'ENAC, a
corsi di formazione ed aggiornamento professionale che siano, comunque, in
linea con le finalità indicate nei commi che precedono. A tal fine, al
dirigente può essere concesso un periodo di aspettativa non retribuita
per motivi di studio della durata massima di tre mesi nell'arco di un
anno.
10. Qualora l'ENAC riconosca l'effettiva connessione delle iniziative di
formazione e aggiornamento svolte dal dirigente ai sensi del comma 8 con
l'attività di servizio e l'incarico affidatogli, può concorrere con un
proprio contributo alla spesa sostenuta e debitamente documentata.
Capo II
Incarichi dirigenziali e valutazione
Art. 21
Conferimento incarichi dirigenziali
1. Tutti i dirigenti hanno diritto ad un incarico. Gli incarichi
dirigenziali, comportanti o non comportanti direzione di struttura, sono
conferiti a tempo determinato; l'affidamento e l'avvicendamento degli
incarichi avvengono, nel rispetto di quanto previsto dall'art.19, comma
.1, del D.Lgs.n.165/2001 in base ai seguenti criteri generali:
a) natura e caratteristiche degli obiettivi da realizzare;
b) attitudini e capacità professionale del singolo dirigente;
c) risultati conseguiti anche rispetto ai programmi e agli obiettivi
precedentemente assegnati ed alle posizioni organizzative precedentemente
ricoperte;
d) rotazione degli incarichi, la cui applicazione è finalizzata a
garantire la più efficace ed efficiente utilizzazione delle risorse in
relazione ai mutevoli assetti funzionali ed organizzativi e ai processi di
riorganizzazione, nonché a favorire lo sviluppo della professionalità
dei dirigenti.
2. L'atto bilaterale di natura privatistica di definizione dell'incarico
deve precisare, contestualmente o attraverso il richiamo delle direttive
emanate dall'organo di vertice, la natura, l'oggetto, i programmi da
realizzare e gli obiettivi da conseguire, le risorse umane, finanziarie e
strumentali a disposizione, i tempi di loro attuazione, la durata
dell'incarico ed il trattamento economico complessivo.
3. La durata dell'incarico non può essere inferiore a due anni né
superiore a sette anni e può essere rinnovato; il rinnovo in via
eccezionale può essere di durata inferiore a due anni nel caso di
collocamento a riposo del dirigente in data antecedente ai predetti due
anni; è fatta salva la possibilità di revoca anticipata rispetto alla
scadenza dell'incarico nei casi previsti dall'art. 21 del D.Lgs. n.
165/2001.
4. L'ENAC effettua con le procedure di cui all'art. 23, entro tre mesi
dalla scadenza naturale del contratto individuale, una valutazione
complessiva dell'incarico svolto. Qualora l'Ente non intenda confermare lo
stesso incarico precedentemente ricoperto e non vi sia una espressa
valutazione negativa ai sensi del citato art. 23, è tenuto ad assicurare
al dirigente un incarico almeno equivalente.
5. Per incarico equivalente si intende l'incarico cui corrisponde una
retribuzione di posizione complessiva di pari fascia ovvero una
retribuzione di posizione il cui importo non sia inferiore del 10%
rispetto a quello precedentemente percepito. Nelle ipotesi di
ristrutturazione e riorganizzazione che comportano la modifica o la
soppressione delle competenze affidate all'ufficio o una loro diversa
valutazione, si provvede ad una nuova stipulazione dell'atto di incarico,
assicurando al dirigente l'attribuzione di un incarico equivalente.
6. Nella ipotesi di cui al comma 5, secondo periodo, in alternativa alla
garanzia prevista dallo stesso comma, sussistendone le condizioni, il
dirigente può avvalersi delle dimissioni per giusta causa, ai sensi
dell'art. 2119 del codice civile, o richiedere la risoluzione consensuale
del rapporto di lavoro, secondo le previsioni dell'art. 26.
7. L'incarico di direzione di uffici dirigenziali ai dirigenti è
conferito dal soggetto individuato nell'ordinamento dell'ENAC.
8. I criteri generali relativi all'affidamento, al mutamento ed alla
revoca degli incarichi di direzione di uffici dirigenziali sono oggetto
d'informazione preventiva di cui al precedente articolo 5; deve essere,
altresì, assicurata, dall'Ente la pubblicità ed il continuo
aggiornamento degli incarichi conferiti e dei posti dirigenziali vacanti e
ciò anche al fine di consentire agli interessati l'esercizio del diritto
a produrre eventuali domande per l'accesso a tali posti dirigenziali
vacanti.
Art. 22
Incarichi aggiuntivi
1. Trova applicazione l'art. 24, comma 3, del D. Lgs. n. 165/2001.
Conseguentemente, i compensi per incarichi aggiuntivi conferiti ai
dirigenti in ragione del loro ufficio o comunque conferiti dall'ENAC o su
designazione dello stesso, sono corrisposti dai terzi direttamente all'ENAC
ed afferiscono al fondo per la retribuzione di posizione e di risultato
che sarà istituito nel CCNL relativo al biennio economico 2000-2001, per
essere utilizzati secondo la disciplina che sarà dettata per il predetto
fondo.
2. Allo scopo di remunerare il maggiore impegno e responsabilità dei
dirigenti che svolgono gli incarichi aggiuntivi di cui al comma 1, viene
loro corrisposta, in aggiunta alla retribuzione di posizione e di
risultato di cui all'art. 29, comma 1, una quota, in ragione del proprio
apporto, non inferiore al 40% della somma che confluisce al fondo in
attuazione del principio di onnicomprensività.
3. Nell'attribuzione degli incarichi aggiuntivi di cui al comma 1, l'ENAC
adotta criteri che tengono conto degli obiettivi, priorità e programmi
assegnati al dirigente, del relativo impegno e responsabilità, delle
capacità professionali dei singoli, assicurando altresì il criterio
della rotazione.
4. In relazione alla disciplina transitoria prevista dall'art. 52, comma
69 della legge n. 448/2001 (Finanziaria 2002), ove la contrattazione
integrativa non sia definita entro il 30 giugno 2002, la disciplina della
onnicomprensività retributiva di cui al presente articolo si applica in
ogni caso a partire dalla predetta data.
Art. 23
Verifica e valutazione dei risultati dei dirigenti
1. L'ENAC, in base al proprio ordinamento, con gli atti da questo
previsti, autonomamente assunti in relazione anche a quanto previsto
dall'art. 1 del D. Lgs. n. 286/1999, definisce - privilegiando nella
misura massima possibile, l'utilizzazione di dati oggettivi - meccanismi e
strumenti di monitoraggio e valutazione dei costi, dei rendimenti e dei
risultati dell'attività svolta dai dirigenti, in relazione ai programmi e
obiettivi da perseguire correlati alle risorse umane, finanziarie e
strumentali effettivamente rese disponibili.
2. Le prestazioni, l'attività organizzativa dei dirigenti e il livello di
conseguimento degli obiettivi assegnati sono valutati con i sistemi, le
procedure e le garanzie individuate in attuazione del comma 1 sulla base
anche dei risultati del controllo di gestione, o con i sistemi
eventualmente previsti dall'ordinamento dell'ENAC.
3. L'ENAC adotta preventivamente i criteri generali che informano i
sistemi di valutazione delle prestazioni e delle competenze organizzative
dei dirigenti nonché dei relativi risultati di gestione. Tali criteri,
che devono tener conto in modo esplicito della correlazione delle
direttive impartite, degli obiettivi da perseguire e delle risorse umane,
finanziarie, e strumentali effettivamente poste a disposizione degli
stessi dirigenti, sono oggetto di informazione preventiva, seguita, a
richiesta, da concertazione.
4. I criteri di valutazione sono comunicati ai dirigenti prima dell'inizio
dei relativi periodi di riferimento.
5. La valutazione dei dirigenti deve essere improntata ai principi di
trasparenza e pubblicità dei criteri e dei risultati: deve essere
osservato il principio della partecipazione al procedimento del valutato,
anche attraverso la comunicazione ed il contraddittorio da realizzare in
tempi certi e congrui.
6. La valutazione è ispirata alla diretta conoscenza dell'attività del
valutato da operare da parte dell'organo proponente o valutatore di prima
istanza ai sensi del D. Lgs. n. 286/1999.
7. Le procedure ed i principi sulla valutazione della dirigenza, dettati
dal D. Lgs. n. 286/1999, si applicano a tutti i tipi di responsabilità
dirigenziale previsti dal D. Lgs. n. 165/2001.
8. La revoca anticipata rispetto alla scadenza può avere luogo solo per
motivate ragioni organizzative e gestionali oppure in seguito
all'accertamento dei risultati negativi di gestione o della inosservanza
delle direttive impartite ai sensi dell'art. 21 del D.Lgs. n. 165/2001.
Per la revoca anticipata rispetto alla scadenza resta comunque fermo
quanto previsto dall'art. 21, comma 4, ultimo capoverso e comma 6.
9. La valutazione può essere anticipata, anche ad iniziativa del
dirigente interessato, nel caso di evidente rischio grave di risultato
negativo della gestione che si verifichi prima della scadenza annuale.
Art. 24
Comitato dei garanti
1. L'ENAC, con gli atti previsti dal proprio ordinamento, istituisce,
entro 60 giorni dalla stipulazione del presente CCNL, ove non vi abbia
già provveduto, il comitato dei garanti di cui all'art. 22, del D. Lgs.
n. 165/2001, e ne disciplina la composizione ed il funzionamento,
prevedendo in ogni caso la partecipazione di un rappresentante eletto dai
dirigenti.
2. I provvedimenti previsti dall'art. 21, comma 2, del D. Lgs. n. 165/2001
sono adottati previo conforme parere del comitato dei garanti che deve
esprimersi entro trenta giorni. Decorso inutilmente tale termine si
prescinde dal parere.
Art. 25
Mobilità
1. Ai dirigenti destinatari del presente contratto, si applicano gli artt.
30, 31, 32, 33 e 34 del D. Lgs. n. 165/2001.
2. In relazione a quanto previsto dall'art. 33, comma 6, del D. Lgs. n.
165/2001, conclusa la procedura di cui ai commi 3, 4 e 5 dello stesso
articolo, allo scopo di facilitare il passaggio diretto dei dirigenti
dichiarati in eccedenza ad altri enti e di evitare il collocamento in
disponibilità di personale che non sia possibile impiegare diversamente
nell'ambito dell'ENAC, quest'ultimo comunica a tutti gli enti o
amministrazioni di cui all'art. 1, comma 2 del D. Lgs. n. 165/2001
presenti a livello provinciale, regionale e nazionale, l'elenco dei
dirigenti in eccedenza richiedendo la loro disponibilità al passaggio
diretto, in tutto o in parte, di tale personale.
3. Gli enti destinatari della richiesta di cui al comma 2, qualora
interessati, comunicano, entro il termine di 30 giorni, l'entità dei
posti vacanti nella rispettiva dotazione organica per i quali, tenuto
conto della programmazione dei fabbisogni, sussiste l'assenso al passaggio
diretto dei dirigenti in eccedenza.
4. I posti disponibili sono comunicati ai dirigenti in eccedenza che
possono indicare le relative preferenze e chiederne le conseguenti
assegnazioni, con la specificazione di eventuali priorità. L'ENAC dispone
i trasferimenti nei quindici giorni successivi alla richiesta.
5. Qualora si renda necessaria una selezione tra più aspiranti allo
stesso posto, l'ENAC forma una graduatoria sulla base dei seguenti
criteri:
a) dipendenti portatori di handicap;
b) dipendenti unici titolari di reddito nel nucleo familiare;
c) situazione di famiglia, privilegiando il maggior numero di familiari a
carico;
d) maggiore anzianità lavorativa presso la pubblica amministrazione;
e) particolari condizioni di salute del lavoratore, dei familiari e dei
conviventi stabili; la stabile convivenza, nel caso qui disciplinato e in
tutti gli altri casi richiamati nel presente contratto, è accertata sulla
base della certificazione anagrafica presentata dal dipendente;
f) presenza in famiglia di soggetti portatori di handicap.
La ponderazione dei criteri viene definita in sede di contrattazione
integrativa.
6. La contrattazione integrativa può prevedere specifiche iniziative di
formazione e riqualificazione da parte dell'ENAC, al fine di favorire la
ricollocazione e l'integrazione in nuovi contesti lavorativi dei dirigenti
trasferiti, anche in attuazione dell'art. 34, commi 2 e 6, del ripetuto D.
Lgs. n. 165/2001.
Capo III
Estinzione del rapporto
Art. 26
Risoluzione consensuale del rapporto di lavoro
1. L'ENAC o il dirigente possono proporre all'altra parte la risoluzione
consensuale del rapporto di lavoro.
2. Ai fini di cui al comma 1, l'ENAC, previa disciplina delle condizioni,
dei requisiti e dei limiti, può erogare un'indennità supplementare
nell'ambito della effettiva disponibilità del proprio bilancio. La misura
dell'indennità può variare fino ad un massimo di 24 mensilità,
comprensive della quota della retribuzione di posizione fissa e variabile
in godimento. L'indennità di cui trattasi ha pieno effetto sia ai fini
del trattamento di pensione che della buonuscita.
3. Per il periodo di erogazione della predetta indennità non può essere
conferito ad altro dirigente l'incarico per un posto di funzioni
equivalenti a quello del dirigente per cui si è verificata la risoluzione
consensuale.
4. I criteri generali relativi alla disciplina delle condizioni, dei
requisiti e dei limiti in relazione alle esigenze dell'Ente per la
risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, prima della definitiva
adozione, sono oggetto di concertazione ai sensi dell'art. 6.
Art. 27
Conciliazione e arbitrato
1. Ferma restando, in ogni caso, la possibilità di ricorso
giurisdizionale, previo esperimento del tentativo obbligatorio di
conciliazione, avverso gli atti applicativi dell'art. 24, commi 1, 2 e 3
del CCNL RAI del personale dirigente stipulato il 14/7/1997, il dirigente
può attivare le procedure di conciliazione ed arbitrato previste e
disciplinate dal CCNQ in materia di conciliazione ed arbitrato,
sottoscritto in data 23/1/2001, ai sensi degli artt. 55, 65 e 66 del D.
Lgs. n. 165/2001.
2. Il dirigente, ove non ritenga giustificata la motivazione posta a base
del recesso o della revoca dell'ente può, comunque, chiedere il
deferimento della controversia ad un arbitro unico in applicazione
dell'art. 2 del CCNQ in materia di conciliazione ed arbitrato nel rispetto
delle procedure e dei termini stabiliti negli artt. 3 e 4 dello stesso
CCNQ.
3. Ove si pervenga alla conciliazione, ai sensi dell'art 4, comma 5, del
CCNQ del 23/1/2001 ed in tale sede l'ente si obblighi a riassumere il
dirigente, il rapporto prosegue senza soluzione di continuità.
4. Qualora l'arbitro, con motivato giudizio, accolga il ricorso, dispone a
carico dell'ente una indennità supplementare determinata, in relazione
alla valutazione dei fatti e delle circostanze emerse, tra un minimo pari
al corrispettivo del preavviso maturato, maggiorato dell'importo
equivalente a 2 mensilità, ed un massimo pari al corrispettivo di 24
mensilità.
5. L'indennità supplementare di cui al comma precedente è
automaticamente aumentata, ove l'età del dirigente sia compresa fra i 46
e i 56 anni, nelle seguenti misure:
- 7 mensilità in corrispondenza del 51^ anno compiuto;
- 6 mensilità in corrispondenza del 50^ e 52^ anno compiuto;
- 5 mensilità in corrispondenza del 49^ e 53^ anno compiuto;
- 4 mensilità in corrispondenza del 48^ e 54^ anno compiuto;
- 3 mensilità in corrispondenza del 47^ e 55^ anno compiuto;
- 2 mensilità in corrispondenza del 46^ e 56^ anno compiuto.
6. Le mensilità di cui ai commi 4 e 5 sono comprensive di tutti gli
elementi fissi della retribuzione con esclusione di quella di risultato.
7. In caso di accoglimento del ricorso, l'ente non può assumere altro
dirigente nel posto precedentemente coperto dal ricorrente, per un periodo
corrispondente al numero di mensilità riconosciute al medesimo ai sensi
dei commi 4 e 5.
8. Il dirigente il cui licenziamento sia stato ritenuto ingiustificato da
parte dell'arbitro, per un periodo pari ai mesi cui è correlata la
determinazione dell'indennità supplementare e con decorrenza dalla
pronuncia dell'arbitro, può avvalersi della disciplina di cui all'art.
28, comma 10 del CCNL RAI del personale dirigente del 14/7/1997, senza
obbligo di preavviso. Qualora si realizzi il trasferimento ad altra
Amministrazione, il dirigente ha diritto ad un numero di mensilità
risarcitorie pari al solo periodo non lavorato.
Art. 28
Integrazione della disciplina su responsabilità civile e patrocinio
legale
1. L'art. 32 del CCNL RAI del personale dirigente stipulato il 14/7/1997
è integrato con l'aggiunta dei seguenti commi:
"6. La società di assicurazione sarà scelta, sentite le OO.SS.
legittimate, con apposita gara che dovrà prevedere comunque la
possibilità per il dirigente di aumentare massimali e 'area' di rischi
coperta con versamento di una quota individuale.
7. In attesa dell'attuazione di quanto previsto al comma 6, ivi compresa
la copertura assicurativa del patrocinio legale, l'Amministrazione assume
a proprio carico le eventuali spese legali affrontate dai dirigenti.
8. Le disposizioni dei commi 1 e 2 non si applicano nel caso in cui il
procedimento sia stato attivato su iniziativa dell'ENAC o nel caso in cui
lo stesso ENAC sia controparte nel procedimento".
TITOLO IV
TRATTAMENTO ECONOMICO
Art. 29
Struttura della retribuzione
1. La struttura della retribuzione della qualifica unica dirigenziale si
compone delle seguenti voci:
a) stipendio tabellare;
b) retribuzione individuale di anzianità, assegno ad personam, ove
acquisiti e spettanti in applicazione dei previgenti contratti collettivi
nazionali di categoria;
c) indennità integrativa speciale
d) retribuzione di posizione parte fissa;
e) retribuzione di posizione parte variabile;
f) retribuzione di risultato.
2. Il trattamento economico di cui al comma precedente remunera tutte le
funzioni, i compiti e gli incarichi attribuiti ai dirigenti.
3. Al dirigente ove spettante è corrisposto l'assegno per il nucleo
familiare ai sensi della legge 13 maggio 1988, n. 153 e successive
modificazioni.
4. La retribuzione base giornaliera si determina dividendo quella mensile
per 22.
5. Al dirigente sarà corrisposta nella prima decade del mese di dicembre,
una tredicesima mensilità costituita dalle voci di retribuzione di cui al
comma 1, lettere a), b) e c).
6. Nel caso di inizio o cessazione del rapporto di impiego in corso d'anno
il dirigente ha diritto a tanti dodicesimi dell'ammontare della
tredicesima mensilità quanti sono i mesi di anzianità maturata.
7. La frazione di mese pari o superiore a quindici giorni viene
considerata mese intero; la frazione inferiore viene trascurata.
8. La retribuzione deve essere corrisposta entro il 25 di ogni mese.
9. Qualora il ritardo del pagamento superi i dieci giorni, decorrono di
pieno diritto gli interessi nella misura del tasso legale.
Art. 30
Incrementi tabellari
1. Lo stipendio tabellare della qualifica di dirigente derivante dalla
applicazione dell'art. 2 del CCNL RAI per il personale dirigente stipulato
il 14/7/1997, relativo al biennio economico 1996-1997, è incrementato
nelle seguenti misure lorde mensili con decorrenza dalle date
sottoindicate:
- dal 1.11.1998 € 68,17 (corrispondenti a L. 132.000)
- dal 1.6.1999 € 56,81 (corrispondenti a L. 110.000)
Art. 31
Effetti dei nuovi trattamenti economici
1. Le retribuzioni risultanti dall'applicazione degli artt. 29 e 30 hanno
effetto sul trattamento ordinario di previdenza, di quiescenza, normale e
privilegiato, sull'indennità di buonuscita o di fine servizio,
sull'indennità alimentare, sull'equo indennizzo, sulle ritenute
assistenziali e previdenziali e relativi contributi e sui contributi di
riscatto
2. Gli effetti del comma 1 si applicano alla retribuzione di posizione
nella componente fissa e variabile in godimento.
3. I benefici economici risultanti dall'applicazione dei commi 1 e 2 hanno
effetto integralmente sulla determinazione del trattamento di quiescenza
dei dirigenti comunque cessati dal servizio, con diritto a pensione, nel
periodo di vigenza del presente biennio contrattuale di parte economica
alle scadenze e negli importi previsti dalle disposizioni richiamante nel
presente articolo. Agli effetti dell'indennità di buonuscita,
dell'indennità sostitutiva di preavviso e di quella prevista
dall'articolo 2122 del codice civile si considerano solo gli
scaglionamenti maturati alla data di cessazione dal servizio nonché la
retribuzione di posizione percepita fissa e variabile provvedendo al
recupero dei contributi non versati a totale carico degli interessati.
4. All'atto dell'attribuzione della qualifica dirigenziale, è conservata
la retribuzione individuale di anzianità in godimento.
Art. 32
Incremento della retribuzione di posizione in godimento
1. Le ulteriori disponibilità derivanti dalla rivalutazione del
trattamento economico dei dirigenti in misura pari ai tassi di inflazione
programmati, a valere sul biennio economico 1998-1999, sono riconosciuti a
ciascun dirigente attraverso la corresponsione con decorrenza dal 1/6/1999
di un incremento sulla retribuzione di posizione in godimento determinato
in misura fissa, di importo pari a € 1.535,00 (corrispondenti a L.
2.972.174) in ragione d'anno.
Art. 33
Retribuzione di posizione dei dirigenti
1. L'ENAC determina i valori economici della retribuzione di posizione
delle funzioni dirigenziali previste dal proprio ordinamento, previa
informazione alle organizzazioni sindacali ai sensi dell'art. 5, comma 4,
lett. b), tenendo conto di parametri connessi alla ampiezza della
struttura, alla collocazione della posizione nell'ambito
dell'organizzazione dell'ente, alle responsabilità interne ed esterne
implicate dalla posizione, ai requisiti richiesti per lo svolgimento delle
attività di competenza.
2. Nell'ENAC l'individuazione e la graduazione delle retribuzione di
posizione viene operata sulla base delle risorse disponibili ed
all'interno dei seguenti parametri:
a) il rapporto tra la retribuzione di posizione massima e quella minima
attribuite non può comunque essere inferiore ad 1,4 né superiore a 3,5;
b) la retribuzione della o delle posizioni intermedie deve essere
collocata in modo proporzionato all' interno delle retribuzioni massima e
minima, di cui alla lettera precedente.
3. La retribuzione di posizione è definita, per ciascuna funzione
dirigenziale, nell'ambito del 85% delle risorse complessive del Fondo di
cui al comma 4, entro i seguenti valori annui lordi per tredici
mensilità: da un minimo di € 10.330 (corrispondenti a L. 20.001.669),
che costituisce la parte fissa di cui all'art. 29, comma 1, lettera d), a
un massimo di € 42.350 (corrispondenti a L. 82.001.034), che ricomprende
la parte fissa.
4. La disciplina di cui al presente articolo troverà attuazione
nell'ambito delle risorse dell'apposito Fondo per la retribuzione di
posizione e di risultato, che sarà istituito nel CCNL relativo al biennio
economico 2000-2001.
Art. 34
Retribuzione di risultato dei dirigenti
1. Al fine di sviluppare, all'interno dell'ENAC, l'orientamento ai
risultati anche attraverso la valorizzazione della quota della
retribuzione accessoria ad essi legata, al finanziamento della
retribuzione di risultato per tutti i dirigenti sono destinate parte delle
risorse complessive del fondo di cui al comma 6, comunque in misura non
inferiore al 15% del totale delle disponibilità.
2. Le risorse destinate al finanziamento della retribuzione di risultato
devono essere integralmente utilizzate nell'anno di riferimento. Ove ciò
non sia possibile, le eventuali risorse non spese sono destinate al
finanziamento della predetta retribuzione di risultato nell'anno
successivo.
3. L'ENAC definisce i criteri per la determinazione e per l'erogazione
annuale della retribuzione di risultato ai dirigenti anche attraverso
apposite previsioni nei contratti individuali di ciascun dirigente.
4. Nella definizione dei criteri di cui al comma 3, l'ENAC deve prevedere
che la retribuzione di risultato possa essere erogata solo a seguito di
preventiva, tempestiva determinazione degli obiettivi annuali, nel
rispetto dei principi di cui all'art. 14, comma 1, del D. Lgs. n.165/2001,
e della positiva verifica e certificazione dei risultati di gestione
conseguiti in coerenza con detti obiettivi, secondo le risultanze della
valutazione con i sistemi di cui all'art. 23.
5. L'importo annuo individuale della componente di risultato di cui al
presente articolo nei limiti delle risorse disponibili non può in nessun
caso essere superiore a tre mensilità e mezza riferita alle componenti
fisse del trattamento economico.
6. La disciplina di cui al presente articolo troverà attuazione
nell'ambito delle risorse dell'apposito Fondo per la retribuzione di
posizione e di risultato, che sarà istituito nel CCNL relativo al biennio
economico 2000-2001.
Art. 35
Personale dirigente in distacco sindacale
1. Ai dirigenti in distacco sindacale compete il trattamento economico in
godimento ivi compresa la retribuzione di posizione fissa e variabile
corrispondente all'incarico attribuito al momento del distacco, o altra di
pari valenza in caso di individuazione o rideterminazione delle posizioni
dirigenziali successivamente al distacco. Ai predetti dirigenti compete
anche la retribuzione di risultato nella misura media prevista dall'ENAC.
Art. 36
Trattamento di trasferta
1. Oltre al rimborso delle spese documentate di viaggio corrispondenti ai
normali mezzi di trasporto aereo, marittimo, ferroviario e su strada e di
vitto e alloggio, secondo i criteri stabiliti dal consiglio di
amministrazione, al dirigente in trasferta è dovuto un importo
aggiuntivo, per il rimborso delle spese non documentabili, di € 72,30
(corrispondenti a L. 140.000) giornalieri.
2. Il suindicato importo di € 72,30 (corrispondenti a lire 140.000)
giornalieri compete per missioni di durata non inferiore alle otto ore e
fino a 24 ore ed è ridotto di un terzo qualora il dirigente in missione
chieda il rimborso delle spese di alloggio e/o vitto.
3. In caso di uso del mezzo proprio o di cui il dirigente abbia la
disponibilità e con esclusione dell'auto di servizio, viene corrisposto
un rimborso chilometrico secondo le tabelle periodicamente pubblicate
dall'A.C.I. riferite ad una percorrenza annua di Km. 20.000 e ad un'auto
di media cilindrata, nonché il rimborso della spesa sostenuta per il
parcheggio dell'auto presso le aree aeroportuali nell'ipotesi di missioni
che prevedono l'utilizzo del mezzo aereo.
4. Al dirigente è altresì consentito l'uso del taxi e di altri mezzi
pubblici nelle aree urbane e per i trasferimenti da e per aeroporti,
stazioni ferroviarie, ecc. e nei casi di svolgimento di attività di
rappresentanza.
5. Per il tempo strettamente necessario alle prestazioni di servizio rese
dai dirigenti con l'uso del mezzo proprio, l'ente provvede alla relativa
copertura assicurativa per i soli rischi aggiuntivi rispetto
all'assicurazione obbligatoria.
6. In caso di missione di lunga durata (intendendosi come tali quelle che
superano i trenta giorni calendariali) in sostituzione delle spese di
vitto e di alloggio potrà essere stabilito un trattamento forfetario,
concordato direttamente con il dirigente interessato, e che comunque non
potrà superare le spese di cui al comma 1. Per le missioni all'estero
sarà corrisposto il trattamento stabilito per le missioni interne con la
maggiorazione del 50% per rimborso spese non documentabili.
Art. 37
Previdenza complementare
1. Le parti convengono di procedere alla costituzione di un Fondo
nazionale pensione complementare ai sensi del D. Lgs n. 124/1993, della
legge n. 335/1995, della legge n. 449/1997 e successive modificazioni e
integrazioni, dell'Accordo quadro nazionale in materia di trattamento di
fine rapporto e di previdenza complementare per i dipendenti pubblici del
29 luglio 1999, del DPCM del 20 dicembre 1999.
2. Al fine di garantire un numero di iscritti più ampio che consenta di
minimizzare le spese di gestione, le parti competenti potranno definire
l'istituzione di un Fondo pensione unico con i lavoratori appartenenti ai
comparti Enti pubblici non economici e Ministeri, a condizione di
reciprocità.
3. Il Fondo pensione viene finanziato ai sensi dell'art. 11 del predetto
accordo quadro e si costituisce secondo le procedure previste dall'art. 13
dello stesso accordo. Le parti esprimono sin d'ora l'orientamento comune
che la quota di contribuzione da porre a carico del datore di lavoro e da
destinare al predetto Fondo sia determinata nella misura non inferiore
all'1% dell'ammontare dei compensi presi a base di calcolo per la
determinazione del trattamento di fine rapporto (T.F.R.).
4. L'ente assicura il conferimento al fondo pensione del montante
maturato, secondo le modalità stabilite dall'art. 2 comma 6 del DPCM del
20 dicembre 1999.
TITOLO V
DISPOSIZIONI FINALI
Art. 38
Conferma discipline precedenti e disapplicazioni
1. Nei confronti dei dirigenti dell'ENAC continua a trovare applicazione
la disciplina degli articoli 1 e 2 della legge n. 336/1970 e successive
modificazioni e integrazioni, in particolare, il previsto incremento di
anzianità viene equiparato ad una maggiorazione della retribuzione
individuale di anzianità pari al 2,50% dello stipendio tabellare, per
ogni biennio considerato o in percentuale proporzionalmente ridotta, per
periodi inferiori al biennio.
2. Per quanto non previsto nel presente CCNL restano ferme, in quanto
compatibili, le disposizioni contenute nei CCNL dei dirigenti RAI relativi
al quadriennio 1994-1997.
3. Dalla data di stipulazione del presente CCNL, ai sensi dell'art. 69,
comma 1, del D. Lgs. n. 165/2001, cessano di produrre effetti nei
confronti del personale con qualifica dirigenziale le norme generali e
speciali del pubblico impiego ancora vigenti, limitatamente agli istituti
del rapporto di lavoro.
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